Operare in una società “volatile”

0

Gustavo Zagrebelsky introduce il suo libro Contro la dittatura del presente [Laterza] richiamando gli argomenti che l’archeologo- antropologo Jared Diamond utilizza per chiarire l’enigma dell’isola di Pasqua [Collasso-Come le società scelgono di morire o vivere, Einaudi]. Gli abitanti, per una lunga serie di scelte scriteriate orientate al presente, passarono dal diffuso benessere all’estinzione per antropofagia. Pasqua è un monito! Non parla soltanto ai polinesiani d’un millennio di anni fa. Parla di noi: “i paralleli che si possono tracciare tra l’isola di Pasqua ed il mondo moderno sono così ovvi da apparirci agghiaccianti. Grazie alla globalizzazione, al commercio internazionale … tutti i Paesi sulla faccia della terra condividono, oggi, le loro risorse e interagiscono proprio come i 12 clan dell’isola di Pasqua, sperduti nell’immenso Pacifico, come la terra è sperduta nello spazio”.il Direttore Sergio BiniIl professore aggiunge che mentre nella tradizione è sempre stata chiara la distinzione tra i “mezzi” ed i “fini”, oggi questa sembra essere svanita: «i mezzi diventano essi stessi fini, e i fini, a loro volta, sono mezzi. Qui sta la novità, ed è una novità che spaventa perché rende ciechi». Le condivisibili analisi meritano una piccola postilla per declinare i discorsi al mondo delle organizzazioni produttrici di beni e servizi. Rispetto agli immutabili sistemi di riferimento inerziali “collegati alle stelle fisse” – teorizzati da Galileo e studiati in gioventù sui libri di Fisica – in questi ultimi decenni si è registrata una continua inesorabile azione di dissoluzione delle regole, delle rappresentazioni valoriali e dei punti di riferimento; sono stati privilegiati relativismi, approcci approssimativi e sublimazione di regole e valori. Anche i paradigmi elaborati per le organizzazioni hanno spesso enfatizzato le destrutturazioni; in molti abbiamo esaltato operazioni di snellimento, utilizzando la metafora dell’evoluzione delle grandi costruzioni nel tempo (dalle piramidi, alle tensostrutture), così pure nell’aver sposato le teorie della qualità dei servizi e della dematerializzazione delle merci. Forse avremmo dovuto fornire maggiori “istruzioni per l’uso” per consentire un approccio più attento ed accurato. Le soluzioni, invece, sono state spesso maneggiate senza cautela, competenze ed onestà intellettuale! Ristrutturazioni e dematerializzazioni hanno portato inevitabilmente ad un depauperamento del patrimonio tangibile ed intangibile delle aziende che hanno perso di “consistenza”. Zygmunt Bauman ha coniato l’efficace formula della “società liquida”; i liquidi, però, non hanno forma propria ma prendono quella dei contenitori, come degli individui senza “personalità”. Il processo di sublimazione, però, sta proseguendo oltre verso il successivo stato “aeriforme”. Organizzazioni, persone e collettività devono, infatti, essere sempre meno rigide, più flessibili, cioè devono essere pronte a modificarsi in tutto (volumi, forme, consistenze e così via); senza punti di riferimento, però, anche i saperi e le competenze potrebbero diventare volatili. In questo quadro si apre la sfida per dare corretta attuazione al punto 4.1: «Understanding the organization and its context» (del capitolo 4 «Context of the organization») della prossima ISO 9001:2015, cioè di comprendere e di rappresentare adeguatamente i contesti nei quali devono operare le organizzazioni. Disporre di una solida ed diffusa cultura d’impresa diviene fondamentale per competere! Per questo, sono onorato di poter ospitare «in primo piano» l’autorevole contributo del professor Giulio Sapelli dedicato ad alcune “considerazioni sulla cultura d’impresa in Italia”. I successivi articoli tecnici sono, invece, raggruppati in tre aree tematiche: Innovazioni & metodologie; marketing & persone; auditor & audit di sistemi di gestione; il numero si completa con rubriche ed approfondimenti. Un sentito grazie va agli autori per aver voluto mettere a disposizione di tutti tempo e competenze. Buona lettura a tutti! Sergio BINI

IL Direttore: SERGIO BINI




Share.

Comments are closed.