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Il cambiamento climatico, una priorità per il settore economico

gas serraIl cambiamento climatico è senza dubbio un’emergenza primaria da affrontare e dopo l’Accordo di Parigi del 2015 è diventato una priorità anche per il settore economico. È ormai in fase conclusiva la revisione della norma ISO 14064-3, contenente i requisiti per la validazione e la verifica delle dichiarazione sui gas a effetto serra (GHG). Ne parliamo con Daniele Pernigotti, ispettore e supporto tecnico di Accredia nel settore ambientale, delegato italiano alla revisione della ISO 14064-3 e ISO 14065.

Partiamo dalla ISO 14064-3. Quali sono le principali novità?

La positiva conclusione dell’incontro del working group, tenutosi lo scorso aprile presso il Dipartimento Certificazione e Ispezione di Accredia, lascia intravedere la conclusione del percorso di revisione avviato nel gennaio del 2014. Da segnalare l’introduzione di un paio di concetti nuovi, agreed upon procedure e mixed engagement, ai quali sono stati dedicati due allegati specifici, una maggior descrizione del processo di verifica e validazione da parte degli organismi e alcuni importanti chiarimenti terminologici. È stato, ad esempio, chiarito che la validazione è applicabile a tutto ciò che è legato ad attività future, mentre la verifica si basa sulla conferma e/o sulla valutazione dei dati e informazioni storiche.

In quali ambiti sarà applicabile la nuova norma ISO 14064-3?

La lotta al cambiamento climatico richiede azioni rapide ed efficaci ad ampio spettro e per questo il mondo ISO sta provvedendo alla revisione di molte importanti norme di certificazione. Le aziende debbono innanzitutto conoscere la propria situazione, in termini di impronta climatica della propria organizzazione (ISO 14064-1) e dei propri prodotti (ISO/TS 14067). Una volta acquisita tale conoscenza possono individuare ove intervenire all’interno dei propri confini o con progetti esterni (ISO 14064-2). Tutte le norme citate sono in fase finale di revisione e sono essenziali per introdurre in azienda concetti di carbon management. È però fondamentale potersi basare su informazioni trasparenti e affidabili e diventa quindi centrale l’attività di verifica e validazione delle emissioni di gas ad effetto serra (greenhouse gas o GHG) svolta dagli organismi di verifica, in conformità alla norma ISO 14064-3. Gli organismi debbono rispettare anche la norma specifica per l’accreditamento in ambito GHG, la ISO 14065, anch’essa in fase di revisione. Si tenga presente, inoltre, che le norme per la validazione e la verifica delle dichiarazione sui gas a effetto (ISO 14064-3 e ISO 14065) sono applicate da molti anni anche in importanti ambiti cogenti, come l’EU ETS (Emissions Trading System), il sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione europea.

E, proprio in questo campo, un’altra novità importante riguarda la nuova Direttiva 2018/410/UE sulla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra.

Questa è un’ulteriore dimostrazione del grande fermento che caratterizza l’ambito GHG e della necessità di introdurre il carbon management nelle aziende. La nuova Direttiva 2018/410/UE è parte dell’impegno assunto dal Consiglio Europeo circa la riduzione, entro il 2030, delle emissioni complessive di GHG dell’Unione Europea di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. Tutti i settori dell’economia devono contribuire al conseguimento di tale obiettivo e l’Emissions Trading System è considerato il più efficace in termini di costi-benefici per il settore industriale e di produzione dell’energia. Attraverso l’ETS entro il 2030 le emissioni di questi settori verranno ridotte del 43% rispetto ai livelli del 2005.

Come potrà essere raggiunto tale obiettivo?

La vendita all’asta delle quote rimane la regola generale, con l’eccezione dell’assegnazione gratuita in un numero limitato di casi. A partire dal 2021 la percentuale di quote destinata a essere messe all’asta sarà del 57%.

Inoltre, è importante segnalare la prossima attività di raccolta dati (NIMs ossia misure nazionali di attuazione degli Stati membri per l’assegnazione delle quote). Infatti entro il 30 settembre 2019 ogni Stato Membro dovrà presentare un elenco degli impianti aventi diritto alle quote a titolo gratuito per i primi cinque anni a decorrere dal 1 gennaio 2021. In ambito EU ETS la conduzione delle verifiche richiede il rispetto, oltre alle già citate norme ISO, anche del Regolamento della Commissione Europea sull’accreditamento e la verifica delle emissioni da parte dei verificatori, anch’esso in fase di revisione.

Quindi il carbon management per le aziende soggette a scambio di quote di gas serra non è più un’opzione.

E non solo per loro. Il nuovo Codice degli appalti prevede la riduzione cumulativa delle garanzie fidejussorie per le aziende in possesso di attestati di verifica della carbon footprint della propria organizzazione (ISO 14064-1) o del proprio prodotto (ISO 14067). Com’è noto, si è qui verificata un’ulteriore evoluzione con lo sviluppo dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) che stabiliscono requisiti ambientali specifici per molti prodotti e le certificazioni (accreditate) con cui confermare il possesso di tali requisiti. Da segnalare che per facilitare l’incontro della domanda e dell’offerta di prodotti in possesso delle certificazioni previste dai CAM, sarà a breve disponibili la piattaforma www.appaltiverdi.eu.

Insomma, sembra proprio che il settore ambientale sia in continuo fermento.

La cosa non dovrebbe stupirci più di tanto, viste le molteplici crisi ambientali aperte che chiedono azioni individuali e globali su più fronti. Grande fermento vi è, ad esempio, anche sul tema dell’economia circolare a cui Accredia dedicherà la sessione aperta dell’Assemblea dei propri Soci il prossimo 9 maggio a Roma presentando uno studio realizzato con l’Università Sant’Anna di Pisa. Sono stato recentemente incaricato di coordinare un gruppo ad hoc ISO proprio su questo argomento e uno in parallelo è stato istituito anche a livello IEC. Sicuramente grandi novità emergeranno nel prossimo futuro anche dall’esito dei lavori di questi due gruppi.

Fonte: Accredia

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